La rinascita della Sierra Leone, intervista a Silvia


Silvia Montevecchi (nella foto in basso), pedagogista (www.silviamontevecchi.it), è tornata da poco dalla Sierra Leone. Racconta di un Paese in cui si respirano ancora gli effetti della decennale guerra civile che ha coinvolto milioni di bambini. Ma anche di un Paese che ha tanta voglia di "ricominciare".


Le abbiamo fatto qualche domanda per saperne di più:


Qual è stato l'obiettivo della tua missione in Sierra Leone?
Mi sono recata nel distretto di Koinagudu, a Nord del Paese, con l'incarico di verificare la possibilità di ampliare l'intervento nel settore dell'istruzione, che COOPI ha iniziato a Yagala, vicino a Kabala.



Qual è la situazione del sistema scolastico in Sierra Leone e in particolare nel distretto che hai visitato?
Con la fine del conflitto e grazie al lavoro di molte organizzazioni umanitarie, in questi anni sono state costruite molte scuole, spesso anche molto belle. Il problema è che non sono state dotate delle attrezzature didattiche necessarie né di insegnanti preparati.
In ogni caso, in questo settore il governo si sta muovendo con una velocità sorpendente. Grazie ai fondi erogati dalla Banca Mondiale e dalla Banca Africana per lo Sviluppo, infatti, il progetto "Sababu" ha potuto indire una gara d'appalto internazionale per la realizzazione di libri di testo, che è stata vinta dalla casa editrice inglese Mac Millan che ha prodotto dell'ottimo materiale.
Oggi i bambini in Sierra Leone dispongono di testi molto validi che affrontano materie "nuove" per loro, come la storia o l'educazione ambientale.


Come si inserisce COOPI nel programma di istruzione del Governo?
COOPI ha elaborato un progetto per il Ministero degli Esteri italiano. Se il progetto sarà approvato, si occuperà di garantire l'accesso a un'educazione di qualità ai bambini della scuola primaria.
Nel distretto di Koinagudu, lavoreremo quindi in 25 comunità dove ci occuperemo della formazione degli insegnanti, della ristrutturazione delle scuole, dell'allestimento di biblioteche scolastiche e di sensibilizzare le famiglie affinché riconoscano il diritto all'istruzione come un aspetto fondamentale per il futuro dei bambini e soprattutto delle bambine (sempre più penalizzate) e siano quindi motivate a mandarli a scuola.


Come mai si è pensato proprio alla costituzione di biblioteche scolastiche? Le biblioteche risulterebbero un servizio prezioso proprio per la crescita degli insegnanti: è previsto che raccolgano libri didattici ma anche testi, per esempio, di pedagogia e psicologia affinché gli insegnanti possano non solo approfondire argomenti ma anche migliorare le loro tecniche di insegnamento, l'approccio con gli alunni ecc.

Raccontaci qualcosa del Paese, e del clima che si respira dopo tanti anni di guerra. Nonostante la guerra si sia conclusa nel 2002, le conseguenze del conflitto sono ancora molto pesanti. Si percepisce, in ogni caso, la gran voglia di ricominciare e di ricostruire, anche per mettere da parte il tragico passato. Spesso questo desiderio si concretizza in una corsa alla costruzione di nuove abitazioni, anche molto belle e realizzate grazie ai soldi che spesso i parenti emigrati inviano alle famiglie che sono rimaste nel paese. A Freetown, la capitale, per esempio, si vedono tantissimi cantieri aperti, ci sono grandi investimenti, e si percepisce la crescita economica. Ma tutto questo ha grandi contraddizioni: il tasso di disoccupazione è ancora altissimo e questa "corsa alla costruzione" sta avvenendo senza una pianificazione urbanistica, né un piano regolatore, a discapito dell'ambiente e delle foreste, che vengono devastate. Manca anche un piano di costruzione delle infrastrutture da parte del Governo: non sono previste strade, acquedotti. Tutto sembra estremamente improvvisato.

COOPI, insieme a Silvia Montevecchi, ha inziato il suo intervento a favore dei bambini della Sierra Leone, con un progetto di protezione dell'infanzia, avviato nel 1999. L'intervento aveva come obiettivo principale il reinserimento sociale e familiare degli ex bambini soldato.
Terminata l'emergenza legata al conflitto, oggi COOPI prosegue il suo impegno per la tutela dei diritti dei bambini occupandosi, in particolare, di garantire l'accesso all'istruzione, considerata la chiave per lo sviluppo e la costruzione di un futuro migliore per ogni individuo e per tutto il Paese.

In particolare, grazie al contributo di molte famiglie italiane che hanno scelto di sostenere un bambino a distanza, abbiamo potuto migliorare e ampliare sia le attività sia le strutture della scuola di Yagala (nella foto, a lato).

L'intervento ha riscosso molto successo: la scuola è estremamente funzionale, sono stati formati gli insegnanti della zona per migliorare la loro preparazione, è stato fornito il materiale scolastico e tutta l'attrezzatura necessaria per il buon funzionamento. Il risultato è che tutte le famiglie delle zone limitrofe vogliono mandare i loro bambini alla scuola di Yagala, facendo loro percorrere a piedi anche diversi chilometri a piedi per recarsi ogni giorno a scuola. Anche per questo è importante e urgente dotare altre zone di scuole efficienti.



7 maggio 2008