Sierra leone, il passato dei bambini, il futuro nelle elezioni
Alessandro Ponti, coordinatore dei Progetti di Sostegno a Distanza di COOPI, è recentemente tornato dalla Sierra Leone dopo una missione di valutazione e monitoraggio dei progetti in corso.
Gli abbiamo chiesto di raccontarci la vita e il clima che si respirano nel Paese, alla vigilia delle prime elezioni libere che si terranno ad agosto, e cosa rimane invece della terribile guerra civile che scosse i suoi abitanti dal '91 al 2002, di cui l'opinione pubblica mondiale si accorse troppo tardi.
"Negli uffici di COOPI a Freetown - capitale della Sierra Leone - i nostri operatori consumano circa 10 litri di gasolio al giorno per far arrivare dai generatori un pò di corrente elettrica.
Il Paese versa in una situazione di povertà generalizzata, e mancano pressochè tutti i servizi (luce, acqua potabile, fogne, manto stradale), senza contare che non esiste ancora un sistema medico che si possa definir tale.
Non si parla quasi più, o poco, di bambini soldato, c'è un desiderio di scrollarsi di dosso questo pesante fardello.
Gli accordi di pace che posero fine alla guerra civile risalgono al 2002, e ora, esattamente l'11 agosto 2007, ci saranno le prime elezioni libere, gestite interamente dalle istituzioni sierraleonesi. Si presume che possa vincere il partito dell'attuale Presidente, Ahmad T. Kabbah. Qualche episodio di intolleranza si è verificato nella zona est del Paese (Kono, Kailahun, Kenema), alcuni animi cominciano a scaldarsi... e speriamo che a spegnerli possa bastare la stagione delle piogge, che cadrà in questi mesi.
Il clima di sicurezza è stabile ma fragile, e si ha paura che focolai isolati di violenza possano azionare un effetto domino difficilmente controllabile. A tal proposito, l'ONU ha fatto prove generali di evacuazione dal Paese per gli stranieri presenti.
Il Paese sembra risentire anche delle situazioni di tensione interne alla confinante Guinea.
In effetti, non essendo la Sierra un paese autosufficiente dal punto di vista alimentare importa molti beni dalla Guinea, e cosė accade spesso che vi siano carenze di generi alimentari (soprattutto carne e verdure), come negli ultimi tempi. Non si è autonomi nemmeno nella produzione del riso, piatto base che viene coltivato nelle due modalità, ovvero a secco e in parte irrigato.
Un tempo si coltivavano anche cacao e caffè, mentre ora la produzione è irrisoria. Per contro, si estrae molto olio e vino di palma, e non mancano cassava (tubero) e patate dolci.
Ma la ricchezza principale, fra i motivi della guerra che fu, è costituita dall'oro e dai diamanti. I diamanti sono di tipo alluvionale, per cui moltissimi giovani passano tutta la giornata con le gambe a mollo in acqua per la ricerca e il setaccio della melma, soprattutto nella zona di Koidu.
L'import e l'export sono in mano ai libanesi.
Nonostante tutto, nel Paese si nota una certa vivacità, tipica delle situazioni di post-conflitto bellico, con molta voglia "di fare"."
La guerra e i bambini soldato
"Considerando le cifre totali, si presume che siano morte tra le 50.000 e le 100.000 persone in 10 anni di conflitto. I banditi si sono mischiati ai ribelli combattenti, e insieme hanno gettato nel terrore l'intero Paese, distribuiti a macchia di leopardo. La guerra ha colpito ogni famiglia... ed è stata soprattutto una guerra di bambini.
Dopo la firma degli accordi di pace (2002) si è avuto un cambiamento repentino, e una situazione per certi versi inspiegabile. Non si sono cioè verificati grossi episodi di faide, ritorsioni o regolamenti di conti, e la tensione è cascata di colpo. Forse la stanchezza per le lunghe atrocità subite, ha portato la gente a un cambio radicale e a rimuovere il ricordo da un giorno con l'altro.
Molti dei bambini ex-soldato sono ora tassisti di moto o auto, e il loro impiego è frutto dei programmi di reinserimento.
Camminando per le strade, non e raro vedere persone segnate dalla guerra con cicatrici sul corpo e in particolare sul viso, dove nelle ferite sempre aperte veniva iniettata droga per spingere i bambini a combattere. Altri hanno tatuato sul braccio la sigla del gruppo ribelle di appartenenza.
Il meccanismo di rimozione delle atrocità dall'inconscio collettivo è tuttavia un fenomeno apparente, visto che risse e scazzottate sono piuttosto frequenti, e accadono per poco o nulla.
Oltre all'indice di sviluppo umano, che colloca il paese verso il fondo della classifica, un altro primato negativo del Paese è rappresentato dalle mutilazioni genitali".
Alessandro Ponti,
coordinatore dei progetti di Sostegno a Distanza di COOPI.
COOPI nel Paese
Presente ininterrottamente dal 1967 al 1991, COOPI è rientrata in Sierra Leone nel 1998, per continuare fino a oggi. In tutti questi anni l'attività di COOPI è stata positivamente riconosciuta, grazie all'esperienza maturata sul campo, soprattutto nei progetti di riavvicinamento dei bambini alle loro famiglie.
Attraverso il sostegno e l'adozione a distanza, COOPI aiuta a crescere i bambini e le mamme della comunità di Koidu e gli alunni della scuola di Yagala.
27 giugno 2007
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Nel Sud del mondo 150 milioni di bambini soffrono di malnutrizione, 6000 ogni giorno contraggono l'HIV/AIDS, oltre 120 milioni non possono andare a scuola e migliaia sono vittime di sfruttamento o violenze. Questa situazione può cambiare, attraverso l'impegno di ciascuno di noi.
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COOPI ha partecipato alla trasmissione di Raffaella Carrà
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