+istruzione e -povertà per i bambini pigmei
A Mongoumba i bambini pigmei non possono andare a scuola.
Come tutta la popolazione pigmea sono vittime di discriminazione ed emarginazione da parte della popolazione Bantu: solo pochi di loro riescono ad accedere ai corsi e anche in quel caso sono oggetto di scherno da parte dei compagni e di pregiudizi da parte degli insegnanti. Ma soprattutto, vivendo in condizioni di estrema povertà, sono spesso costretti ad abbandonare la scuola perché le famiglie non possono garantire loro l'uniforme, le scarpe né il materiale scolastico necessario.
Mongoumba è una sotto prefettura della Repubblica Centrafricana, dista solo 160 km dalla capitale Bangui ma è completamente isolata. Per raggiungerla ci vogliono 3 ore di fuoristrada in condizioni normali ma 5 ore durante la stagione delle piogge.
Qui i Pigmei sono gravemente discriminati: viene negato loro qualsiasi diritto, sono sottoposti a trattamenti disumani e, nel lavoro agricolo, ad esempio, sono ridotti in stato di semi schiavitù. Nonostante esista una legislazione che li tutela, manca un sistema locale di applicazione delle leggi e il risultato è che i pigmei vivono in condizioni di estrema povertà e il 93% di loro è analfabeta.
E' quindi urgente intervenire per difendere il diritto all'istruzione. Un diritto fondamentale in quanto solo attraverso l'istruzione un bambino ha l'opportunità di costruirsi un futuro migliore.
L'intervento di COOPI a Mogoumba tende a favorire l'integrazione multirazziale attraverso attività di sensibilizzazione contro il razzismo rivolte a bambini e insegnanti, che promuovono l'istruzione per tutti, nel rispetto delle diversità etniche e culturali. In particolare ci occupiamo di 60 bambini, bantu, pigmei o di etnie minori, ritenuti vulnerabili e a rischio di analfabetismo.
Per questo tra gli obiettivi dell'intervento di COOPI c'è il sostegno scolastico.
Attraverso attività ludiche intendiamo creare momenti di gioco e di conoscenza della cultura altrui per insegnare loro a stare insieme e a superare ogni tipo di pregiudizio preparando così il loro ingresso a scuola.
Ma tutto questo non basta: per mandarli a scuola è necessario garantire loro l'uniforme (spesso l'unico indumento in possesso di un bambino), le scarpe, i libri e il materiale scolastico perché possano frequentare le lezioni e studiare.
Attraverso l'adozione a distanza è possibile garantire tutto questo a un bambino, dargli quindi la possibilità di istruirsi e di conseguenza l'opportunità di un futuro migliore. Non solo: ogni contributo avrà una ricaduta oltre che sul singolo bambino anche su tutta la comunità perché ci permetterà di ristrutturare le scuole, arredare le aule con banchi, lavagne, panche e fornire tutto il materiale necessario (gessi, registri ecc).
Per adottare subito un bambino a distanza clicca qui.
Per saperne di più e per adottare un bambino a distanza:
Ufficio Sostegno e Adozione a distanza
www.adottareadistanza.org
adozioneadistanza@coopi.org
tel. 02.3085057 (int. 217-255)
7 novembre 2007
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Nel Sud del mondo 150 milioni di bambini soffrono di malnutrizione, 6000 ogni giorno contraggono l'HIV/AIDS, oltre 120 milioni non possono andare a scuola e migliaia sono vittime di sfruttamento o violenze. Questa situazione può cambiare, attraverso l'impegno di ciascuno di noi.
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COOPI ha partecipato alla trasmissione di Raffaella Carrà
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