Di ritorno dal Perù,
Sabrina racconta...





Il viaggio in Perù è stata un'esperienza emotivamente molto forte; non mi aspettavo di vedere tanta povertà, tanta sofferenza, tristezza e abbandono.
Conosco abbastanza bene l'Africa, in particolare l'Africa centrale, per aver vissuto due anni in Repubblica Centrafricana, e non pensavo che l'America Latina mi potesse riservare delle situazioni per molti aspetti ancora più drammatiche.
Quel che aggrava la condizione dei bambini in Perù rispetto ai paesi africani (dove, in linea di massima, esiste sempre una zia, una cugina, una vicina che si prenda cura di loro) è lo stato di abbandono dei bambini, la rassegnazione, la tristezza.
COOPI lavora con i bambini aiutandoli su tutti i fronti: con la Sagrada Familia aiutiamo quelli che sono stati abbandonati, con l'Hogar San Camilo portiamo assistenza ai malati di HIV/AIDS e ai loro figli, a Cima ci occupiamo dei bambini che hanno già avuto problemi con la giustizia per piccoli furti o violenza e con la Casa de Panchita assistiamo le bambine lavoratrici domestiche.panchita
In tutti questi centri, ogni giorno i nostri collaboratori stanno facendo un grande lavoro per garantire i diritti ai nostri piccoli beneficiari e tutta l'assistenza e l'amore di cui hanno bisogno.
Ho visitato il quartiere di Pamplona Alta, dove vive la maggioranza delle beneficiarie della Casa de Panchita: un quartiere pervaso da miseria e delinquenza, dove le persone vivono in case diroccate, prive dei servizi di base e mi ha colpito conoscere una delle famiglie la cui bambina, Graciela, beneficia del sostegno a distanza. In tutti questi mesi hanno cercato di usare le risorse al meglio e grazie agli aiuti ricevuti dal sostegno a distanza, sono riusciti a comprarsi delle sedie che permettono loro non solo di mangiare comodi ma soprattutto dignitosamente: non più per terra ma seduti attorno a un tavolo.
sancamiloAll'Hogar San Camilo sono stata sorpresa dalla qualità dei servizi che riusciamo a garantire ai nostri beneficiari ma ho vissuto un'esperienza tragica quando, dal bel cortile in cui giocano tutti i bimbi ospiti della struttura, ne ho visto affacciarsi alla finestra uno, che ci osservava dalle camere riservate a coloro che purtroppo sono malati terminali.
La Sagrada Familia è una struttura grandissima, che offre aiuto a oltre 700 bambini e adolescenti, spesso orfani o abbandonati. Ho incontrato una bambina che avrà avuto due anni che era stata abbandonata presso la struttura da poco ed era una settimana che non faceva altro che piangere e non voleva mangiare. Come tutti gli altri, è stata accolta con grande affetto e disponibilità e i nostri operatori stanno facendo di tutto per riuscire a inserirla e ad attenuare il trauma dell'abbandono.
sagradaGli ospiti della Sagrada Familia sono davvero di tutte le età. Ci sono anche ragazzi grandi, tra cui un gruppo di giovani che si fanno in quattro per poter continuare a studiare all'università: mille lavoretti di ogni tipo per riuscire a raccogliere la somma che garantirà loro di completare gli studi. Mi piacerebbe molto trovare delle persone in Italia disposte ad aiutare anche i giovani perché è fondamentale che essi raggiungano una buona formazione che permetta loro di trovare un lavoro dignitoso, che a sua volta darà loro l'opportunità di riscattarsi dalla povertà.

cimaDa Cima mi porto a casa un quadretto davvero gioioso: quello di un gruppo di 6 ragazzini che si sta preparando per andare in tournée in Canada! Il direttore di Cima, infatti, è canadese ed ha organizzato 6 tappe nel suo Paese durante le quali la banda della struttura (formata e seguita da due insegnanti, anche loro ex ragazzi di CIMA) potrà presentare le musiche tipiche del Perù, i loro pezzi ed esibirsi nei loro spettacoli. Sarà per loro un'esperienza importantissima che permetterà loro, tra le altre cose, di rafforzare la propria autostima e la fiducia nelle proprie capacità.
Di ritorno verso Milano, sull'aereo, mi sono tornate agli occhi tutte le situazioni che ho visto e, insieme a tanta tristezza sono stata motivata anche da una grande soddisfazione per quanto COOPI è riuscita a fare fino ad oggi e quanto potrà fare insieme a tutti i donatori che ci sostengono per garantire ai bambini una vita migliore.

Per sostenere un bambino a distanza può: 023085057 (Diana o Claudia) o sostegnoadistanza@coopi.org . E' possibile anche compilare subito il modulo di adesione