Stiamo lavorando per voi... e per il Sud del mondo
Cari sostenitori a distanza,
Nel mese di giugno abbiamo ricevuto gli aggiornamenti sui bambini e sullo sviluppo dei progetti in cui sono inseriti, informazioni che a breve saranno inviate a tutti i nostri donatori. Dietro a una semplice lettera di aggiornamento c'è un lavoro articolato che coinvolge la sede di Milano, ma soprattutto le sedi locali.
Nel nostro ufficio milanese vengono controllate le informazioni, affinché siano corrette, e vengono effettuate le traduzioni del materiale.
Nelle sedi locali il lavoro invece è ancora più difficoltoso, sia per problemi di risorse umane e logistiche, che per situazioni socio-politiche instabili e pericolose.
Per scelta, COOPI privilegia operatori locali come referenti per la gestione dei progetti di sostegno a distanza e del flusso di informazioni. L'impiego di operatori locali, oltre a sostenere l'inserimento lavorativo di gente del posto, garantisce una migliore comprensione della lingua, della cultura dei beneficiari e una maggiore continuità nel tempo. L'aspetto, se vogliamo "debole", di questa scelta, è la necessità di una formazione continua per far apprendere agli operatori un metodo di lavoro che non fa parte della cultura locale, più centrato sulle esigenze dei donatori occidentali.
Anche le difficoltà legate alla logistica contribuiscono a rendere difficile il reperimento delle informazioni. Spesso, tra un progetto e l'altro, ci sono distanze di giorni con strade sconnesse che a volte diventano semplici piste nella foresta. A Lima, benché i beneficiari siano tutti nella stesa città, si impiega fino a due-tre ore per spostarsi da un progetto all'altro. In Senegal invece, la città di Ziguinchor dista da Dakar, che ospita la sede di COOPI, un giorno di nave.
Purtroppo anche la rete dei collegamenti via internet è molto fragile. La linea cade spesso per mancanza di corrente. In alcune zone il telefono ancora non esiste, e, anche se a volte funziona il cellulare satellitare, frequentemente bisogna affidarsi ai tradizionali ponti radio per comunicare.
Come accennato sopra, occorre inoltre tener presente le difficoltà nell'intervenire in Paesi dove la situazione socio-politica è tuttora instabile, come per esempio in Uganda, dove gruppi di ribelli sono ancora attivi e creano grossi problemi negli spostamenti per il pericolo di attacchi e rapimenti.
La dura condizione economica dei Paesi in cui COOPI è presente porta infine molte famiglie - uomini, donne e bambini - a lasciare la propria zona di residenza, alla ricerca di una vita e un lavoro migliori. Di conseguenza, questi allontanamenti rendono difficile per i nostri operatori seguire i bambini sostenuti attraverso l'adozione a distanza, e per questo a volte chiediamo ai nostri donatori di continuare il loro sostegno a favore di un altro beneficiario.
Questi esempi servono a far comprendere come in più occasioni la mancanza o il ritardo di informazioni non dipenda dalla nostra volontà, ma sia legata ai problemi dei contesti di crescita dei bambini. L'ufficio Adozione e Sostegno a Distanza di COOPI garantisce un costante impegno verso tutti i donatori affinché ricevano gli aggiornamenti sui bambini adottati a distanza. Soprattutto, teniamo a sottolineare che le difficoltà nell'inviare informazioni ai nostri sostenitori non riflettono una minor attenzione verso i beneficiari, ai quali invece, attraverso i nostri interventi, riserviamo la nostra più completa fiducia e assistenza.
Un grande GRAZIE a tutti i nostri donatori che, con il loro prezioso contributo, ci aiutano in questo compito.
L'ufficio Adozione e Sostegno a Distanza di COOPI
Sede di Milano, via De Lemene 50, 20151
Tel. 02.3085057 int. 217
adottareadistanza@coopi.org
28 giugno 2007
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Nel Sud del mondo 150 milioni di bambini soffrono di malnutrizione, 6000 ogni giorno contraggono l'HIV/AIDS, oltre 120 milioni non possono andare a scuola e migliaia sono vittime di sfruttamento o violenze. Questa situazione può cambiare, attraverso l'impegno di ciascuno di noi.
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COOPI ha partecipato alla trasmissione di Raffaella Carrà
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