Addis Abeba, storia di Hanna e del suo bambino
"Mi chiamo Hanna G. Quando avevo 5 anni lasciai il mio villaggio di Harrer e venni a vivere con gli zii ad Addis Abeba, dove ho frequentato prima l'asilo e poi la scuola elementare.
La vita con gli zii è stata durissima: loro avevano una loro figlia a cui dedicavano tutte le cure e attenzioni mentre io ero costretta a lavorare e ad aiutare in casa e se capitava che sbagliassi qualcosa, mi picchiavano duramente. Il cibo non mi è mai mancato ma sono stata sfruttata e ho subito abusi e ingiustizie.
A 16 anni, stavo frequentando la settima classe, rimasi incinta e dopo sei mesi i miei zii mi cacciarono di casa. Non sapevo dove vivere, dove andare a dormire e così mi sono cercata un letto in affitto e ho iniziato a prostituirmi per poter pagare le spese. Verso il termine della mia gravidanza cercai un'abitazione in cui vivere, la trovai grazie all'aiuto di alcuni amici ed è quella in cui abito tutt'ora.
Dopo la nascita del mio bambino i miei amici, persone che fanno il mio lavoro, mi hanno aiutata tantissimo. Ho ripreso a lavorare subito dopo il parto: lasciavo mio figlio a casa da solo ma non avevo alternative se volevo avere i mezzi per crescere il mio piccolo.
Oggi vivo ancora in quella stessa casa in cui è nato mio figlio. Invece di pagare l'affitto lavoro per il proprietario della casa: sto in strada fino a mezza notte e cerco clienti per le sue prostitute."
Ad Addis Abeba, capitale dell'Etiopia, situazioni come quelle di Hanna sono diffuse. Per questo COOPI ha avviato un progetto, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri, finalizzato a realizzare corsi professionali per le ragazze affinché, attraverso l'insegnamento di una professione e successivamente un sostegno per avviare un'attività, possano non solo lavorare e quindi essere in grado di farsi carico dei loro figli, ma anche reinserirsi nella società dalla quale, per la loro condizione, sono sempre state escluse.
Hanna frequenta il corso per diventare parrucchiere e al termine spera di ricevere gli strumenti e il sostegno necessari per lavorare. Sa, infatti, che questa è un'opportunità preziosa per lei e per il figlio di riscattarsi da una vita di povertà e di costruirsi un futuro migliore.
Oggi, infatti, per Hanna la preoccupazione maggiore è garantire al suo piccolo cibo, indumenti e la possibilità di andare a scuola. Per questo ha deciso di risparmiare i 7 birr (circa 50 centesimi) che riceve ogni giorno da COOPI per pagare i mezzi di trasporto: a scuola va a piedi per poter comprare tutti i giorni il latte per il suo piccolo e un pezzo di pane per sé.
Proprio perché le ragazze nella situazione di Hanna sono molte, COOPI ha avviato anche un progetto di sostegno a distanza che, grazie al prezioso contributo di numerose famiglie italiane, permette a tante ragazze di rispondere ai bisogni fondamentali dei loro bambini.
Si tratta di un contributo prezioso e urgente; per saperne di più, guarda il video del progetto di sostegno a distanza.
Per adottare un bambino etiope a distanza, clicca qui.
7 maggio 2008
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Nel Sud del mondo 150 milioni di bambini soffrono di malnutrizione, 6000 ogni giorno contraggono l'HIV/AIDS, oltre 120 milioni non possono andare a scuola e migliaia sono vittime di sfruttamento o violenze. Questa situazione può cambiare, attraverso l'impegno di ciascuno di noi.
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COOPI ha partecipato alla trasmissione di Raffaella Carrà
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