Barclays Private Equity sceglie il sostegno a distanza
Barclays Private Equitiy, Gemeaz, Ceme e Scapa, hanno scelto affiancare COOPI nei progetti di sostegno a distanza. Una scelta etica, che dimostra un impegno sociale concreto grazie al quale 20 bambini ugandesi hanno la possibilità di andare a scuola.
Per loro andare a scuola significa non solo imparare a leggere e a scrivere o evitare di passare le giornate in strada ma soprattutto avere l'opportunità di costruire un futuro migliore per sé e per la loro famiglia.
Barclays, inoltre, insieme ad altre 3 aziende ha scelto di fare ancora di piu', collaborando con COOPI nella promozione del sostegno a distanza per trovare nuovi amici che vogliano sostenere un bambino e tutelare i suoi diritti fondamentali. Le 4 aziende hanno infatti sponsorizzato parte dell'iniziativa La Notte delle Piccole Stelle che lo scorso 10 luglio ha visto riunite centinaia di persone alla Palazzina Liberty di Milano per una serata in favore del sostegno a distanza.
Il dottor Cairo, Presidente di Barclays, ci spiega i motivi del coinvolgimento dell'azienda.
Qual è l'impegno di Barclays Private Equity nel settore sociale?
La responsabilità sociale d'impresa è una policy aziendale in tutto il mondo. In particolare, in Italia, teniamo molto a questo aspetto perché riteniamo molto interessante poter utilizzare i fondi destinati ad alcune attività (per esempio i regali natalizi, ecc) per iniziative che abbiano anche un risvolto sociale; che siano concretamente utili nei paesi poveri e che possano contribuire a sensibilizzare la gente in Italia. Per questo l'impegno sociale della nostra azienda è ormai storico e abbiamo collaborato con molte organizzazioni.
Come è nata la collaborazione con COOPI?
Sono entrato in contatto con COOPI attraverso un amico che da anni sosteneva l'associazione.
Il nostro rapporto è nato proprio così, diversi anni fa, e si è mantenuto nel tempo in quanto ho avuto modo di verificare che si tratta di un'associazione molto seria che realizza con grande competenza i suoi progetti. Inoltre, piuttosto che disperdere il proprio aiuto tra le diverse associazioni, mi piace l'idea di avere un rapporto continuativo con una sola organizzazione, per realizzare nel tempo progetti sempre piu' utli ed efficaci.
Come mai avete scelto di partecipare al sostegno a distanza?
Il sostegno a distanza non è stato il primo progetto in cui siamo stati coinvolti: avevamo già finanziato altri progetti tra cui uno idrico. La scelta del sostegno a distanza è stata molto naturale: lo scorso Natale volevamo utilizzare i fondi destinati alle iniziative natalizie in modo utile e intelligenti e COOPI ci ha proposto di sostenere a distanza alcuni bambini in Uganda per permettere loro di andare a scuola. In cambio abbiamo ricevuto dei biglietti di Natale con i quali abbiamo fatto gli auguri ai nostri clienti approfittando dell'occasione per comunicare loro il nostro impegno e quindi sensibilizzandoli sulla difficile realtà di alcuni bambini.
Ora ci stiamo invece organizzando per finanziare un progetto in favore dei profughi del Darfur.
Come è stata accolta questa iniziativa dai vostri clienti?
Le risposte sono state diverse: c'è chi non ha manifestato nessun tipo di reazione; chi in varie occasioni ha espresso il proprio apprezzamento e alcuni addirittura hanno fatto a loro volta altre iniziative.
Come avete comunicato la vostra scelta ai dipendenti e quali commenti avete ricevuto da parte loro?
Siamo un gruppo piccolo, pertanto i nostri dipendenti ne sono venuti tutti a conoscenza parlandone in modo informale.
Le reazioni sono state sicuramente tutte molto positive, credo siano contenti di far parte di un'azienda impegnata per i bambini del Sud del mondo. E questo è un aspetto al quale diamo molta importanza: siamo felici che l'iniziativa possa lasciare qualcosa anche ai nostri collabratori.
Nelle vostre iniziative di sostegno ai progetti di COOPI avete spesso coinvolto altre aziende, com'è stata la ricerca dei partner?
Non è stato sempre facile creare una rete di aziende che ci affiancassero nella nostra scelta. Sicuramente, a seguito della mia proposta ho avuto diverse reazioni molto positive, ma ci sono state anche risposte negative: alcuni erano già impegnati con altre associazioni, altri non sono molto propensi a questo tipo di azioni. Ma la cosa importante è che alla fine siamo riusciti a trovare il numero necessario di aziende per finanziare i progetti!
12 settembre 2008


